Un mattinata a Villa Altieri, il progetto “Le olimpiadi della sostenibilità”, e la conferma che il cambiamento parte sempre da qualcosa di concreto.
Ci sono giornate che sembrano uguali alle altre, finché non succede qualcosa che ti rimette in prospettiva. Il 20 maggio era una di quelle giornate.
A Villa Altieri, durante la seconda edizione del festival “Sostenibilità e Partecipazione” promosso sul territorio di Roma e della Citta’ Metropolitana, ho assistito alla presentazione finale del progetto “Le Olimpiadi della Sostenibilità” del Liceo Publio Elio Adriano. Ero li’ come tutor e referente progettuale di AISEC — Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare. Ma, a dire il vero, nel corso di quella mattinata mi sono ritrovata soprattutto ad ascoltare.
Ascoltare ragazzi che parlano di filiere produttive, di km 0, di economia circolare con la stessa naturalezza con cui parlano di musica o di calcio. Ascoltare idee concrete, realizzabili, radicate nel territorio. E rendermi conto che, forse, la generazione che viene dopo di noi ha già capito molte cose che noi stiamo ancora cercando di spiegare a parole.
Non un compito. Un sistema.
AISEC ha preso parte a questo percorso come partner scientifico e operativo con un obiettivo preciso: aiutare i ragazzi a superare la logica dei ‘piccoli gesti’, differenziare, spegnere le luci, usare la borraccia, per introdurre una lettura più profonda di come funzionano davvero i sistemi di produzione e consumo.
Lo strumento scelto è stato l’analisi di filiera. Non come esercizio astratto, ma come lente concreta per guardare gli oggetti e le risorse che i ragazzi hanno intorno ogni giorno: la carta dei loro quaderni, le arance della mensa, l’acqua che bevono. Ogni cerchio tematico ha trasformato una materia prima in un progetto reale, capace di generare valore per la comunità.
I cinque cerchi: dalla teoria all’azione
- Cerchio Bianco — La nostra carta rivive. Gli studenti hanno mappato l’intera filiera della carta dell’istituto e pianificato la raccolta di carta per trasformarla in nuovi quaderni, prodotti da un’impresa locale. Hanno persino disegnato un logo scolastico per le copertine: un gesto piccolo, capace di accendere senso di appartenenza e orgoglio.
- Cerchio Arancione — Lunga vita alle arance. Il cibo è stato affrontato come sistema complesso, dall’approvvigionamento agli scarti, ripensando i consumi interni per promuovere stili di vita più consapevoli già dentro le mura della scuola.
- Cerchio Rosso — Fruit-oo Good to Go. I gruppi hanno progettato un servizio concreto di recupero e trasformazione della frutta invenduta per il consumo interno. Spreco zero non come slogan, ma come processo.
- Cerchio Azzurro — Plastic 1,2, Free. Mettendo a confronto la filiera dell’acqua imbottigliata con quella potabile di rete, i ragazzi hanno ideato un sistema di erogatori e borracce riutilizzabili. Sulla borraccia hanno voluto incidere una frase di Orazio: Nunc est bibendum. Nata per celebrare la conclusione di un’impresa, l’hanno scelta come promemoria quotidiano che ogni traguardo è solo il punto di partenza per il prossimo.
- Cerchio Verde — Misuriamoci… con la sostenibilità. La scuola stessa è diventata oggetto di analisi: quanta energia consuma? Quali risorse utilizza? Monitorando dati reali, gli studenti hanno formulato proposte concrete di ottimizzazione per ridurre l’impronta ambientale dell’istituto.
Un grazie al corpo docente
Un progetto come questo non nasce dal nulla. Dietro ogni presentazione, ogni analisi di filiera, ogni idea che ha preso forma c’è un lavoro silenzioso e costante: quello dei docenti che hanno creduto nel progetto, lo hanno accompagnato nel tempo e hanno dato ai ragazzi lo spazio per sbagliare, ragionare e crescere.
AISEC desidera ringraziare in modo particolare le Professoresse Carola Vizzaccaro, Laura Carsetti e Antonella Scafetti per l’impegno, la dedizione e la fiducia dimostrati durante l’intero percorso. Il loro contributo è stato determinante quanto quello degli studenti.
Un riconoscimento concreto: l’attestato AISEC
Al termine del percorso, ogni studente ha ricevuto un attestato AISEC per 40 ore di formazione scuola-lavoro riconosciuta. Non un premio simbolico: un documento ufficiale, spendibile, che certifica un impegno reale.
La lezione più grande
Quello che ho portato a casa da Villa Altieri non è un report di progetto. E’ una conferma: quando dai ai ragazzi gli strumenti giusti, non nozioni, ma metodi, non risposte, ma domande, loro non si fermano ai compiti. Costruiscono soluzioni.
Le Olimpiadi della Sostenibilità hanno dimostrato che l’economia circolare non è una materia da studiare. E’ un modo di guardare il mondo. E il Liceo Publio Elio Adriano ha dimostrato di saperlo fare con una lucidità che, onestamente, ci ha sorpreso e commosso. Per AISEC, il traguardo non è stato un prodotto finale. E’ stato accendere la curiosità. Dimostrare che cambiare è possibile, e che il cambiamento parte sempre da qualcosa di concreto, vicino, tangibile, come un forno dietro l’angolo, una borraccia con una frase latina, un quaderno fatto con la carta della propria scuola.
