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Il report presentato oggi da WRAP e Green Aliance sull’occupazione che l’economia circolare potrebbe produrre in nel Regno Unito è illuminante e incoraggiante.

Invece di mirabolanti previsioni a tanti zeri sul potenziale economico di una conversione all’economia circolare, il rapporto si concentra invece sul potenziale netto di creazione di occupazione, andando ad analizzare in quali regioni e per quali mansioni ci si può aspettare il maggior contributo.

Il risultato è sorprendente. Se i numeri complessivi non fanno sobbalzare (le stime parlano di un aumento netto di occupati che varia da 54000 a 200000 nello scenario più favorevole al 2030) è sul tipo di occupazione e sulla sua distribuzione che arrivano le notizie più interessanti. Le regioni a più alta disoccupazione (sede in passato di grosse aziende manifatturiere) sarebbero quelle che potrebbero beneficiare maggiormente di un passaggio a un’economia più circolare, soprattutto nel settore della riparazione/rigenerazione.

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Rigenerare un prodotto infatti permette di mantenere una percentuale significativa del suo valore rispetto ad un riciclo verso un prodotto di valore inferiore e questo valore recuperato viene in parte speso in una intensità di lavoro maggiore per permettere tutte le operazioni necessarie ad ottenere un prodotto nuovamente commercializzabile.

Grandi impianti basati sulla rigenerazione invece che sulla produzione da materia prima vergine potrebbero nascere in zone già industrializzate in passato e assorbire, questa è la seconda ottima notizia, un tipo di manodopera con qualifiche medio

wrap_UK 2basse sulle quali si è abbattuta la crisi del sistema industriale. Questo permetterebbe di attenuare l’ulteriore contrazione occupazionale prevista nei prossimi anni, che si concentrerà ancora su questo tipo di competenze.
Sarebbe bellissimo riuscire a fare una stima simile anche in Italia no?