L’Economia Circolare: nuova frontiera per la Responsabilità Sociale d’Impresa

di Eleonora Rizzuto

La responsabilità sociale di impresa (Corporate social responsibility – Csr) è quel comportamento responsabile che l’impresa mostra verso i suoi stakeholder, ovvero verso soggetti, individuali o collettivi, portatori di interessi verso l’impresa con i quali quest’ultima interagisce direttamente o indirettamente: lavoratori, fornitori, consumatori, istituzioni, pubblica amministrazione, sindacati, tutti attori del territorio e dell’ambiente di riferimento.

Secondo questo approccio, un’impresa è socialmente responsabile se e quando agisce in modo da coniugare i propri interessi e quelli di tutte le parti interessate o legate ad essa. Il comportamento socialmente responsabile di un’impresa, dunque, si riverbera in primis nel rispetto delle norme e regole relative alla dimensione del lavoro, all’ambiente e della sua sostenibilità, al rapporto clienti-fornitori, alle strategie di gestione d’impresa, al rapporto con i lavoratori e con i consumatori. Ma può andare anche oltre talvolta. Spesso la CSR può rappresentare una leva importante di rinnovamento e di innovazione anche tecnologica, quando essa coniuga processi e modalità che intaccano direttamente le produzioni.Ma in che modo si concretizza tutto questo?

La sfida per la costruzione di “un’altra economia” attribuisce alle imprese un ruolo di attore sociale inedito quanto fondamentale per poter creare nuovi valori accanto a quello economico.

La transizione verso un nuovo modello industriale è già partita e molto sta cambiando all’interno delle imprese: anche chi fino a qualche anno fa assisteva un po’ scettico al cambiamento, oggi non la pensa più così. I consumatori stessi chiedono prodotti ove sia chiara la tracciabilità e quindi vogliono conoscere se l’azienda che produce rispetti l’ambiente e non impieghi manodopera in nero.  Quando molti di noi più dieci anni fa hanno lasciato i rispettivi lavori investendo pioneristicamente nello sviluppo sostenibile, si aveva di fronte una strada solo in salita e molto ripida. Parafrasando il linguaggio calcistico, si aveva l’impressione di giocare sempre partite diverse, sempre fuori casa e senza arbitro. La sostenibilità sociale ed ambientale ha in sé elementi importanti che conducono a sedare i conflitti, a costipare la forza detonatrice degli interessi contrapposti, passando attraverso un nuovo modo di tessere le relazioni tra datore di lavoro e lavoratore, tra impresa produttrice e acquirente-cliente, tra impresa che consuma materie prime e le re-immette in circolo attraverso il riciclo e così via. Si torna a dialogare su piattaforme comuni, in grado di aggregare e non di dividere. In gioco c’è la stessa sopravvivenza dell’intero Eco-Sistema ambientale e sociale. Il profitto può essere re-investito in Sostenibilità e ciò, per la prima volta, a beneficio di tutti gli attori; al contrario, la compresenza di interessi contrapposti è fondamentale per garantire il pieno equilibrio dei tre ambiti in cui la Sostenibilità si sostanzia: la sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Se si vuole affrontare la transizione della CSR verso un modello concreto di sviluppo sostenibile, non si può non citare l’economia circolare anche come fattore di crescita della domanda di lavoro.

La definizione di “economia circolare” ha fatto la sua prima comparsa a metà degli anni ’70 all’interno di un rapporto presentato alla Commissione europea. Il concetto che sta alla base e che segna un distacco netto dalle dinamiche dell’economia tradizionale è la non linearità dei processi che assumono quindi una dimensione “rigenerativa”, in assoluta identità con i cicli di vita biologici presenti in natura in grado di recuperare materia viva anche a fine vita. Tale modello si è diffuso molto a livello mondiale entrando, di fatto, nelle politiche di sviluppo di molti Paesi, dando anche vita ad azioni preventive come la progettazione dei prodotti di consumo in modo da renderli più idonei al disassemblaggio e al recupero di materiale.

La crescente consapevolezza dei gravi danni causati dalle attività umane all’ecosistema del nostro pianeta e la presa di coscienza della necessità di assumere come fondativi elementi quali la difesa dell’ambiente naturale e della biodiversità e la tutela delle comunità, ha gradualmente portato all’elaborazione di nuove concezioni di sviluppo che superano i concetti alla base della cosiddetta economia lineare, nell’ottica di una piena sostenibilità economica, ambientale e sociale, nell’assunto che se solo una di queste componenti fallisce, decade l’intero sistema.

L’ Economia Circolare è, quindi, un modello economico che va al di là dei meri perimetri aziendali e che implica modifiche profonde di processo importanti non solo all’interno delle aziende che vogliano dotarsi di tale modello ma anche nelle relazioni tra gli attori citati.

Nel microcosmo aziendale, che è in grado di incidere anche su un piano macroeconomico, si rispettano tre assiomi: il primo incide profondamente nella produzione e implica talvolta grandi investimenti in ricerca e sviluppo nella determinazione di una versione del prodotto e del suo packaging in chiave di riutilizzo (l’eco-concezione del prodotto); il secondo aspetto risiede nel ricorso esclusivo ad energie rinnovabili; il terzo deve naturalmente riguardare la propensione a minimizzare gli scarti di produzione, con l’obiettivo dei rifiuti zero. Si comprende facilmente come questi tre obiettivi coinvolgano concretamente l’azienda, i lavoratori, i sindacati, i consumatori, le istituzioni e in grande misura le università ed i centri di ricerca per le necessarie soluzioni innovative di prodotto.

Nasce in Malesia il Jeffrey Sachs Centre, primo in Asia per lo sviluppo sostenibile

L’importante polo di ricerca alla Sunway University, nei dintorni di Kuala Lampur, ha avviato la propria attività grazie alla donazione di 10 milioni di dollari da parte della Fondazione Cheah Jeffrey.

Sotto la direzione dell’economista statunitense Jeffrey Sachs nasce in Malesia il Centro per lo Sviluppo sostenibile alla Sunway University: è il primo del suo genere in Asia.

L’istituzione del Jeffrey Sachs Centre presso l’Ateneo nei dintorni di Kuala Lampur sottolinea nuovamente l’attenzione e l’impegno del Paese asiatico alle tematiche di sviluppo sostenibile, così come ribadito dal primo ministro della Malesia, Najib Razak, per cui “Il Centro rafforza l’impegno del governo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e rappresenta un catalizzatore per mobilitare la collaborazione globale, in particolare tra le nazioni del Sudest asiatico, per il raggiungimento dei 17 SDGs dell’Onu”.

Tra le attività previste nel Centro, infatti, c’è lo sviluppo dei collegamenti con le principali università e think tank in Malesia e nel resto del mondo, la selezione dei migliori esperti, studiosi, docenti e progetti nel campo dello sviluppo sostenibile.

La creazione del Jeffrey Sachs Centre è stata possibile grazie alla donazione di 10 milioni di dollari da parte della Fondazione Cheah Jeffrey, struttura molto attiva nel campo dell’istruzione privata superiore in Malesia, pensata sul modello di alcune delle università più rinomate al mondo, come ad esempio quella di Harvard.

Finora questa donazione rappresenta il più consistente impegno finanziario sull’istruzione nell’ambito dell’adozione dei 17 gol delle Nazioni Unite.

ROMA SOSTENIBILE: L’economia da lineare a circolare

Torna l’annuale appuntamento con Isola della Sostenibilità, un evento interamente dedicato allo sviluppo sostenibile, giunto alla sua terza edizione, che si svolgerà a Roma dall’8 al 10 dicembre presso il Salone delle Fontane all’EUR.

Il tema della manifestazione è l’Economia Circolare: nulla si distrugge…tutto si trasforma, declinata nelle fasi di produzione sostenibile, uso consapevole, riuso e rigenerazione. L’obiettivo è far conoscere al pubblico le opportunità, i progetti e le best practices in termini di tecnologia, innovazione e sostenibilità. L’iniziativa è promossa da un Comitato tecnico di primaria importanza composto da: Enea, Cnr, Crea, Agenzia Mobilità per Roma, Aci Consult, Università La Sapienza, Lumsa, Aisec, Unilink, Acquisti & Sostenibilità, Casi. La manifestazione è organizzata dall’agenzia di comunicazione Jera e il partner culturale Pentapolis Onlus, in collaborazione con la Commissione Europea e con il patrocinio di Roma Capitale, Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio e CEI.

Nei tre giorni sono in programma oltre 40 interventi tra talk, incontri ed interviste su agricoltura, alimentazione, clima, energia, innovazione, mobilità e riciclo. Saranno presenti alcune delle migliori testimonianze italiane provenienti dal mondo della ricerca, delle imprese, della società civile. Tra gli ospiti, Riccardo Valentini, premio Nobel per la pace e la difesa dell’ambiente. Saranno realizzati oltre 15 laboratori didattici, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca italiani e incentrati su nuovi modi di produrre, usare e rigenerare. Verranno inoltre allestiti degli spazi utility ed un’area KIDS di educazione ambientale. Di grande attualità lo spazio su: “Novel Foods” – i cibi del futuro, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, “Simbiosi industriale” a cura di Enea e il riutilizzo degli scarti per la creazione di “Nuovi prodotti alimentari” del Crea. 2 Da non perdere la mostra di ASI – Agenzia Spaziale Italiana – dedicata alle missioni: “ExoMars” e “Rosetta”, un appassionante racconto tra pannelli didattici, tute da astronauta e modelli in ‘scala’ della Stazione Spaziale e dei lander Rosetta e Philae. Tra le novità Eco in Città – EXPO ROMA, un’area espositiva sui prodotti bio-ecosolidali e sugli stili di vita “green” urbani, in cui poter condividere le best practices, utili a creare un circolo emulativo virtuoso.

All’esterno sarà presente un’area “Street Food” in cui gustare i prodotti dei più noti truck food romani.

Segnaliamo inoltre lo StartUp lab “Circular Economy” in collaborazione con Bic Lazio, in cui idee di business e Start Up innovative presenteranno i propri progetti che saranno valutati e premiati da una Commissione di esperti. Ed infine le proiezioni “verdi” a cura del Green Movie e L’ Ambiente Si Nota, laboratorio e show musicale con strumenti riciclati.

“Arte, materia e riciclo” per i più piccoli in Versilia

La Versiliana dei Piccoli 2016 offre quest’anno per i più piccoli un entusiasmante viaggio alla scoperta della materia e dei suoi infiniti usi. A Marina di Pietrasanta (Lucca), fino al 28 Agosto i bambini saranno al centro di molte attività ludico-didattiche, per svelare, giocando, i segreti del mondo del riciclo e della trasformazione dei materiali. Attraverso visori 3D, i bambini potranno affrontare il tema come in un videogioco e vedere come un rifiuto può avere una nuova vita dopo il processo di trasformazione. Tutta l’area è stata ideata e costruita con materiali riciclati, dal progetto di ANCI Energia e Rifiuti e dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), con la collaborazione di GommAmica.