Category Archives: Economia circolare

Formazione, networking e collaborazione: fattori cruciali per le aziende interessate all’economia circolare.

Il Presidente AISEC la Dottoressa Eleonora Rizzuto è stata intervistata al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale a Milano lo scorso Ottobre dove era intervenuta per parlare di Economia Circolare e di come le aziende ed i vari stakeholders possano abbracciare a 360 gradi questo nuovo modello di fare business.

Secondo il Presidente, fondatrice di AISEC nel 2014, è giunto il momento, nel contesto Italiano, di fare uno scatto in avanti verso un nuovo modello di fare economia che differisce da quello tradizionale lineare. L’obiettivo primario di AISEC è sempre stato quello di creare un networking forte fra le imprese e le cooperative locali e territoriali di modo da creare awareness su tale tematica ed accompagnarle passo dopo passo in questa transizione.

La dottoressa inoltre aggiunge: “Secondo da quanto è emerso dal primo quaderno di economia circolare – che ha raccolto la testimonianza di centinaia di aziende – ci siamo resi conto che c’è bisogno di formazione e di far capire che parliamo di un modello integrato e di un nuovo modo di produrre“.

“L’attività di formazione è un aspetto fondamentale” – continua Il Presidente AISEC – “e noi come AISEC ci poniamo come obiettivo quello di offrire formazione sul concetto di economia circolare e sulle modalità pratiche, operative e progettuali alle imprese che vogliono adottare tale modello

Segui l’intervista integrale per scoprire quali altri punti sono stati affrontati dalla Dottoressa Rizzuto sul concetto di economia circolare. Per saperne di più sulle nostre iniziative ed in particolar modo sull’attività formativa che AISEC sta portando avanti non esitate a contattarci (info@aisec-economiacircolare.org) e di seguire le ultime news sul nostro sito e sui nostri canali social media (Linkedin & Twitter)

L’economia circolare nel contesto delle aziende italiane

Di Eleonora Rizzuto
  
Cresce l’interesse delle imprese verso il modello economico a favore dell’ambiente, ma la risposta pratica rimane ancora timida, collocando il mondo imprenditoriale italiano agli ultimi posti in Europa per numero di casi concreti.
Luglio-Agosto 2017

Il passaggio da una “economia lineare”, basata sulla creazione, fruizione e smaltimento del prodotto, ad una “economia circolare”, che estenda la vita di beni e risorse tramite la rigenerazione, il riuso e l’utilizzo di materie prime riciclate, si sta rivelando un modus operandi che favorisce il rispetto dell’ambiente e anche la competitività aziendale.

La recente pubblicazione del “Quaderno Italiano di Economia Circolare” a cura di Aisec – Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare, in collaborazione con Altis e Bureau Veritas Italia, rivela l’importanza del modello e l’interesse crescente delle Imprese italiane seppur restando agli ultimi posti in Europa per numero di casi concreti.

Fare di necessità virtù, riuscire a trasformare un esubero o un rifiuto in una “risorsa”, pensare un prodotto in chiave rigenerativa: questi i cardini principali dell’economia circolare, il modello di sviluppo che abbandona il modello dell’uso e rifiuto senza creazione di valore, e che mira a chiudere i cicli. Non solo il riuso, ma anche differenziare, riciclare e, soprattutto, pensare e progettare i prodotti in modo tale che, una volta arrivati a fine ciclo vita, possano essere facilmente disassemblati, riciclati, o riutilizzati per altri fini.

L’idea dell’economia circolare si è progressivamente evoluta e allargata e oggi riguarda molti settori merceologici; il comparto dell’energia risulta essere tra i primi in grado di guidare l’intero processo in quanto si dota di fonti di energia rinnovabile, fulcro dell’economia circolare; inoltre, attraverso progetti che riguardano la risorsa più importante del pianeta terra, l’acqua, le aziende di questo settore soprattutto del Nord Europa, pongono al centro un binomio imprescindibile, acqua ed energia, essendo l’acqua la più antica e più sfruttata fonte di energia rinnovabile. Ma molti altri casi li ricaviamo dalla manifattura artigianale e di alta gamma, dal settore delle ceramiche e materiali edili, dalla cosmesi, dall’industria automobilistica ed infine dal settore degli imballaggi.

Ma qual è la risposta delle imprese italiane?

I risultati dell’inchiesta sono stati pubblicati nel “Quaderno Italiano di Economia Circolare” www.aisec-economiacircolare.org ed evidenziano l’interesse crescente delle imprese verso il modello economico pur essendo ancora timida la risposta in casi concreti. Infatti il questionario su cui si basa il Quaderno è stato somministrato a circa 30mila imprese, di cui 1000 hanno iniziato a rispondere ai quesiti, mentre solo il 12% di queste è giunta a completare il questionario per intero. Il dato mostra senz’altro un forte interesse nei confronti del tema (l’iniziale risposta positiva al questionario) ma poi poche aziende hanno potuto far fronte alle domande più tecniche delle sezioni 2 e 3, mostrando ancora difficoltà nella pratica di soluzioni concrete in chiave di economia circolare.

Dal punto di vista territoriale, ogni Regione d’Italia è stata ben rappresentata rispondendo al questionario almeno un’impresa, ad eccezione della Valle D’Aosta. La regione Lombardia con 33,93% delle imprese è quella col maggior numero di quesiti completati, seguita da Lazio 12,5% ed Emilia Romagna 8,04%.

Il questionario somministrato alle aziende è stato strutturato in quattro macro sezioni: la prima ha riguardato le informazioni generali significative dell’Azienda; la seconda ha risposto all’esigenza di entrare in modo pratico nel tema trattato. L’analisi verteva su se e come l’azienda abbia adottato il modello di economia circolare, quali siano le pratiche in atto, quali siano le difficoltà riscontrate e, infine, come sia possibile diffondere e implementare la formazione specifica sul tema dell’economia circolare; la terza sezione ha analizzato alcuni indicatori di circolarità prendendo in considerazione diversi parametri per identificare le performance aziendali e gli strumenti adottati per aumentare l’efficienza, l’innovazione e la sostenibilità sul medio-lungo periodo.
Nello specifico i quesiti hanno riguardato le modalità di monitoraggio delle fonti di energia e dei consumi energetici al fine di ridurre le emissioni; l’adozione/l’utilizzo di un sistema per la valorizzazione di rifiuti, sottoprodotti e materie prime seconde al fine di implementarne il riutilizzo; 
la valutazione di partnership con altri soggetti della filiera produttiva; 
lo studio Lca (Life-Cicle Assessment) su prodotti differenti; la quarta e ultima sezione ha esplorato le aspettative delle aziende, in relazione alle iniziative che sarebbero auspicabili per favorire l’ulteriore diffusione di una cultura orientata all’economia circolare e la realizzazione di iniziative e progetti dedicati.

In questa sezione sono emersi commenti e valutazioni forse utili ai decisori politici del nostro Paese, affinché pongano le basi solide per un reale cambiamento e promuovano un deciso cambio di passo; oggi infatti le dinamiche di sviluppo del modello di economia circolare si basano esclusivamente su processi aziendali di tipo volontaristico, rappresentando spesso una scommessa isolata di qualche imprenditore illuminato ma che rischia di restare fine a se stessa se non si interviene con un sistema premiante. Basterebbe dare un’occhiata agli incentivi previsti nelle economie dell’Europa del Nord, partendo dalla vicina Francia, per rendersi conto dei benefici che se ne traggono sia in chiave ambientale, sociale che economica per i singoli Paesi e per le Aziende.

Presentato il Quaderno Italiano di Economia Circolare

Di Michael Ceruti

AISEC, insieme a Bureau Veritas Italia ed Altis (Universita’ Cattolica del Sacro Cuore), ha presentato lo scorso Maggio il primo Quaderno Italiano di Economia Circolare. L’idea di realizzare questo Quaderno  nasce dalla volonta’ di contribuire alla diffusione di una cultura aziendale orientata all’economia circolare ed all’approfondimento delle strategie e modalita’ attraverso cui quest’ultima puo’ essere messa in atto dalle imprese.

Per rendere possibile la transizione da un tipo di economia lineare ad una circolare, le imprese essendo le protagoniste principali giocano un ruolo di primaria importanza, in quanto sono chiamate a rivedere i propri processi produttivi e modelli di fare business al fine di minimizzare l’utilizzo di nuove risorse ed estendere la vita utile di quelle gia’ in uso. Il crescente impegno delle aziende nell’economia circolare e’ anche promosso dal contesto normativo a livello sia europeo che italiano: negli ultimi anni sono stati numeosi gli interventi volti a sostenere il superamento del tradizionale modello di produzione lineare: Infatti l’italia si dimostra piu’ che pronta ad affrontare tale sfida grazie, in particolare, alle diverse misure intraprese con la Legge 221 e con la “Green Act”, attualmente in elaborazione da parte del Ministero dell’Ambiente.

Il Quaderno inoltre presenta i dati relativi alla ricerca condotta nei primi mesi del 2017 su un campione di 122 imprese, volta a comprendere se e in che misura l’economia circolare si sta affermando e diffondendo in Italia. I risultati sottolineano come le imprese abbiano voglia di cambiare ed impegnarsi nella trasformazione dei propri metodi di lavoro a favore di modalita’ circolari: infatti il 91.7% degli intervistati dichiara che sia ormai una necessita’ quella di passare ad un modello di economia circolare mentre il 63.4% afferma che tale concetto si e’ ormai consolidato all’interno della propria policy aziendale.

Per scoprire ulteriori risultati ed approfondire il tema dell’economia circolare in Italia e quali strategie le aziende stanno adottando, consulta il Quaderno Italiano di Economia Circolare presente nella nostra sezione “Approfondimenti”

SDG 12: Interviste ad Eleonora Rizzuto e Valentino Bobbio sui nuovi modelli di produzione e consumo responsabili.

Di Michael Ceruti

In questa audio-intervista a cura di Ruggero Po, Eleonora Rizzuto, Presidente AISEC e Valentino Bobbio, Segreataio Generale di Next,  discutono su come garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. La Dottoressa Rizzuto analizza il livello di sensibilità nei confronti dell’economia circolare da parte di imprese, mondo della ricerca ed istituzioni, soffermandosi in particolare sul settore delle imprese per indicare cosa possono fare coloro che avviano un nuovo investimento e coloro che portano avanti un’attività già da anni.

Il Dottor Bobbio invece spiega cosa può fare il consumatore per indurre l’industria a produrre in modo più responsabile e nel rispetto dell’economia circolare. Inoltre, affronta il problema della difficoltà dei consumatori a sapere, quando fanno la spesa, se l’azienda produce effettivamente in maniera responsabile, raccontando dell’idea di creare un portale per imprese e cittadini per andare incontro al consumatore. Entrambi concludono sui vantaggi per le imprese a produrre in maniera responsabile e di come il cittadino può contribuire alla produzione responsabile e che cosa può fare l’Italia in merito alla riduzione dei rifiuti.

Per saperne di più, ascolta l’intervista integrale pubblicata nella nostra sezione Approfondimenti. (http://www.aisec-economiacircolare.org/articoli/?preview_id=7889&preview_nonce=b3cc85f730&_thumbnail_id=-1&preview=true)

Presentazione del Quaderno Italiano di Economia Circolare: Le Imprese a confronto


Di Michael Ceruti

AISEC e Bureau Veritas Italia, con la partecipazione di ALTIS, presentano il quaderno ”Economia circolare in Italia: crescere tra sostenibilità, innovazione e competitività”, frutto di una survey che mette in luce lo stato dell’arte dell’Economia Circolare in Italia e ne promuove il dibattito per favorire una crescita sostenibile, innovativa e creativa.
Il seminario avrà luogo il 26 maggio, a partire dalle ore 14.00, presso Sala degli Stucchi – SV013, Università Cattolica ALTIS, via San Vittore 18, a Milano. La partecipazione è gratuita previa registrazione online

Sustainability Festival 2017

Di Michael Ceruti

Sara’ ospite con un intervento sull’economia circolare al Sustainability Festival a Bolzano Il presidente AISEC Eleonora Rizzuto. La presentazione si svolgera’ nel pomeriggio a partire dalle 16.45 con il titolo “Circular Economy – an alternative economic model”. I partecipanti avranno modo di approfondire la propria conoscenza riguardante la tematica dell’economia circolare e capire le potenziali opportunita’ e sfide che si celano nell’implementazione di un nuovo modello di economia circolare che sia sostenibile a livello nazionale ed internazionale.

Maggiori informazioni riguardante il programma della giornata sono disponibili a questo link: https://sustainabilityfestivalunibz.wordpress.com/program-en/

Il World Business Council for Sustainable Development ha stilato una guida pratica che aiuti i leader aziendali ad allineare le proprie strategie agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. E avverte: «Non farlo potrebbe rivelarsi un rischio di lungo termine»

Non integrare gli Sdgs nelle strategie d’impresa potrebbe rivelarsi un rischio di lungo termine. Lo rileva il World Business Council for Sustainable Development che ha deciso di stilare una guida pratica  (CEO-Guide-to-the-SDGs_INTERACTIVE )che aiuti i leader aziendali ad allineare le proprie strategie agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. In altri termini, le imprese dovrebbero riuscire a usare gli Sdgs come lenti attraverso le quali tradurre i bisogni globali in soluzioni di business, sbloccando risorse e posti di lavoro. E le soluzioni in chiave di Economia Circolare sono ai primissimi posti.

«Queste soluzioni – spiega il Wbcsd nella guida – permetteranno alle società di gestire meglio i propri rischi, anticipare la domanda dei consumatori e costruire posizioni nei mercati in crescita, assicurarsi l’accesso alle risorse necessarie e rafforzare la supply chain, contribuendo allo stesso tempo al raggiungimento globale degli Sdgs». Anche perché, il messaggio è chiaro, gli Sdgs non potranno essere realizzati senza l’engagement del mondo imprenditoriale. «Il settore privato – dice il Wbcsd – ha un ruolo critico da giocare come fonte finanziaria, come driver di innovazione e sviluppo tecnologico, e come motore chiave per la crescita economica e l’occupazione».

E’ Grape Leather la prima start-up Italiana vincitrice del Global Change Award

Di Michael Ceruti

L’Italia vanta nel mondo diversi primati e da oggi ne potrà aggiungere uno in più alla sua bacheca; Infatti è tutto italiano il team vincitore della seconda edizione del Global Change Award 2016, il prestigioso contest lanciato dalla H&M Foundation e rivolto a premiare aziende e progetti che intraprendono nuovi modelli di business e di sviluppo a favore dell’ambiente e dell’economia circolare.

Grape Leather, il nome della Start-Up formata e guidata da Rossella Longobardo, ha presentato l’iniziativa Wineleather che consiste nella creazione di una pelle 100% vegetale ottenuta dagli scarti della vinificazione. << Abbiamo creato e brevettato un innovativo processo produttivo – spiega Tessitore ideatore di Wineleather al Sole 24 Ore- che trasforma le fibre e gli oli vegetali presenti nella vinaccia in un materiale ecologico con le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali di una pelle>>. Questo innovativo procedimento, che non impiega prodotti chimici e limita al massimo gli sprechi,  risulta essere un passo cruciale per quanto riguarda la transizione dall’economia lineare a quella circolare nel settore della pelletteria.

Il Global Change Award aveva stanziato una somma di 1 milione di euro da suddividere tra i primi cinque classificati. Per i team premiati ora inizia un anno d’incubazione e di consulenza fornito dall’H&M Foundation, in collaborazione con Accenture e Kth Real Institute of Technology di Stoccolma. Il programma aiuterà i vincitori a sviluppare le loro idee, concentrandosi su tre aree principali: economia circolare, innovazione e network nell’industria della moda.

Sono diverse ormai nel mondo le start up impegnate nel produrre pelli e tessuti vegetali riciclando gli scarti alimentari. Tra queste è opportuno citare Orange Fiber che come Wineleather è un’ iniziativa totalmente made in Italy  che crea tessuti dagli scarti delle arance.  L’idea che il materiale destinato allo smaltimento possa essere trasformato in un nuovo prodotto è alla base della filosofia di H&M e dell’economia circolare rappresentando una chiave di volta per un futuro all’insegna della sostenibilità e della green economy.

L’industria della moda è uno dei settori più inquinanti al mondo secondo solo a quello dei combustibili fossili. L’attenzione dei consumatori verso prodoti più sostenibili quindi richiede di ricostruire e rivedere l’intera catena del valore della moda e per le aziende un nuovo modo di fare business che diventi più sostenibile. Il Global Change Awards è la prima iniziativa di questo genere nella moda nella speranza che questo servi da esempio e stimolo allo sviluppo di progetti innovativi che possano così contribuire alla costruzione di un futuro sostenibile e di un modello di economia circolare.

Premio di Eccellenza “Verso un’economia circolare” Edizione 2017

Di Michael Ceruti

Il prossimo 5 Maggio al Sustainability Festival 2017, a Bolzano, verrà lanciato il premio di eccellenza “Verso un’economia circolare” da parte di Fondazione Cogeme Onlus con il sostegno della Fondazione Cariplo e la collaborazione di Kyoto Club. Il premio rivolto principalmente ad Enti locali ed il mondo produttivo rientra nell’ambito del progetto “Verso un’economia circolare: avvio di un centro nazionale di competenza in provincia di Brescia” ed ha come obiettivo quello di porre l’attenzione sull’importanza del riciclo e riuso, sullo scambio di risorse e sulle opportunità offerte dagli innovativi modelli di simbiosi industriali che promuovono uno sviluppo dell’economia circolare.

All’iniziativa potranno candidarsi Enti Locali e Aziende che, negli anni 2016-2017, abbiano realizzato, avviato, o anche solo approvato ed autorizzato, interventi di diminuzione dei rifiuti ed un uso efficiente dei materiali di scarto in tutte le loro fasi di sviluppo. Il termine per la presentazione delle candidature e’ venerdi 15 Settembre 2017.

I partners del progetto sono: Kyoto Club, Fondazione Nymphe – Castello di Padernello, Provincia di Brescia, Università degli Studi di Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore e Cauto.

Ulteriori informazioni riguardanti la descrizione del premio e dell’evento, il regolamento e la modalità d’iscrizione potranno essere consultati nel seguente link: https://www.kyotoclub.org/docs/ECOCIRC_regolamento.pdf

Flyer del progetto e premio:

https://www.kyotoclub.org/docs/ECOCIRC_flyer_A5_fr.pdf

Programma Europeo Urban Innovative Action-Aquila 2017.

Di Michael Ceruti

Si è concluso con successo il workshop tenuto dal 6 all’8 Marzo a l’Aquila e finalizzato all’identificazione e definizione di un progetto innovativo nell’ambito dell’Economia Circolare. L’iniziativa lanciata dal Comune dell’Aquila,  e supportata dalla Scuola di Management non-profit  ASVI Social Change, ha come obiettivo quello di rafforzare il tessuto socio-produttivo della città in linea con l’opportunità di finanziamento del programma europeo Urban Innovative Action (UIA). Alla manifestazione di interesse lanciata dal Comune dell’Aquila  hanno aderito 33 tra pubbliche amministrazioni, associazioni e società di settore che hanno partecipato attivamente ai lavori del workshop dando il proprio contributo nello sviluppare idee innovative e sostenibili.

AISEC ha  risposto all’invito in linea con la sua missione di promuovere e sviluppare progetti fondati sull’economia circolare, che risulti inclusiva e sostenibile ed ha partecipato ai lavori con Egidio Bernini e Michael Ceruti. Gli organizzatori, le istituzioni e tutti gli stakeholders si sono dati appuntamento il 6 Marzo al Palazzo Fibbioni, sede del comune dell’Aquila. Dopo le presentazioni ed il saluto di benvenuto ufficiale da parte dell’Amministrazione Comunale, AISEC ha introdotto ai presenti i principi dell’economia circolare spiegando come il passare da un economia lineare ad una circolare sia un aspetto cruciale se si ha come obiettivo quello di minimizzare gli impatti negativi sull’ambiente, sulla società e sull’economia. AISEC ha inoltre sottolineato come ci sia il bisogno di enormi sforzi nel superare la concezione dell’economia lineare, così fortemente radicata in noi, per ridurre non solo l’estrazione ed il consumo delle risorse naturali sempre più scarse, ma anche nel proporre una nuova visione del rifiuto che dovrebbe essere considerato non più come uno scarto ma piuttosto come un’opportunità nel generare benefici.

Sotto la guida dell’Ing. Alessio di Carlo coadiuvato da alcuni giovani corsisti del Master Internazionale Project Management for International Cooperation, le giornate si sono strutturate in fasi alterne, passando da sessioni di gruppo composti da 5-7 persone ciascuno, a sessioni in plenaria. Il primo giorno si conclude identificando i problemi, le carenze e le molteplici difficoltà che si sono create in seguito al terremoto, ma si è anche discusso sulle potenziali soluzioni e strategie necessarie per far ripartire il tessuto socio-produttivo aquilano.

Il secondo giorno il workshop si è trasferito dal palazzo Fibbioni alla sede della Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA). Dopo aver riassunto i messaggi chiave discussi nel primo giorno ed aver accorpato le numerose tematiche sotto 5 macroaree, si è passati alla formazione di nuovi gruppi di lavoro, uno per ciascuna delle cinque macroaree identificate: Investimenti, spazio urbano, piattaforma e comunità, piccola e media impresa e governance. Per ogni macroarea si richiedeva ai partecipanti, coadiuvati da facilitatori, di identificare e discutere almeno 3 argomenti innovativi connessi alla tematica dell’economia circolare.

I risultati sono stati finalizzati nel terzo giorno, dove ciascun facilitatore ha illustrato gli argomenti trattati nel proprio gruppo assieme alle diverse idee sviluppate. Per concludere il workshop l’Ing. Di Carlo,  ha raggruppato le proposte e ha tracciato una bozza di progetto che, nelle prossime  settimane verrà finalizzato, formalizzato e presentato prima del 14 di Aprile, data di scadenza del bando europeo.

I saluti ed i ringraziamenti da parte dell’Amministrazione Comunale concludono tre giorni intensi di workshop con la speranza e l’augurio che il lavoro partecipativo di tutti gli stakeholders si traduca nella presentazione di un progetto che ottenga il finanziamento e sia implementato con successo e raggiunga il suo obbiettivo di migliorare il tessuto socio-economico della città.

Per maggiori informazioni sul workshop è possibile consultare il report del Comune dell’Aquila cliccando il seguente link: http://www.comune.laquila.gov.it/pagina1640_programma-uia.html