Author Archives: Lucia Bigi

Inkless: la stampante senza inchiostro

Ogni anno il numero di cartucce di toner acquistate è elevatissimo: meno di un terzo sono riciclate e per decomporsi hanno bisogno di oltre 400 anni.

La nuova stampante sfrutterà un laser in grado di annerire la carta, con lo stesso principio con cui si può incendiare un foglio sfruttando il sole e una lente di ingrandimento. Ex studenti dell’università olandese di Delft hanno  messo a punto un laser all’infrarosso in grado di “stampare” punti neri: INKLESS.

Questa nuova tecnologia libera crea potenzialmente non solo una “stampante infinita” ma anche a minor impatto sull’ambiente.

Saranno necessari ancora un paio di anni per vedere le prime stampanti in commercio e i ricercatori sono molto fiduciosi sulla possibilità dii adattarle presto anche all’uso individuale e non solo alla grande industria.

ROMA SOSTENIBILE: L’economia da lineare a circolare

Torna l’annuale appuntamento con Isola della Sostenibilità, un evento interamente dedicato allo sviluppo sostenibile, giunto alla sua terza edizione, che si svolgerà a Roma dall’8 al 10 dicembre presso il Salone delle Fontane all’EUR.

Il tema della manifestazione è l’Economia Circolare: nulla si distrugge…tutto si trasforma, declinata nelle fasi di produzione sostenibile, uso consapevole, riuso e rigenerazione. L’obiettivo è far conoscere al pubblico le opportunità, i progetti e le best practices in termini di tecnologia, innovazione e sostenibilità. L’iniziativa è promossa da un Comitato tecnico di primaria importanza composto da: Enea, Cnr, Crea, Agenzia Mobilità per Roma, Aci Consult, Università La Sapienza, Lumsa, Aisec, Unilink, Acquisti & Sostenibilità, Casi. La manifestazione è organizzata dall’agenzia di comunicazione Jera e il partner culturale Pentapolis Onlus, in collaborazione con la Commissione Europea e con il patrocinio di Roma Capitale, Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio e CEI.

Nei tre giorni sono in programma oltre 40 interventi tra talk, incontri ed interviste su agricoltura, alimentazione, clima, energia, innovazione, mobilità e riciclo. Saranno presenti alcune delle migliori testimonianze italiane provenienti dal mondo della ricerca, delle imprese, della società civile. Tra gli ospiti, Riccardo Valentini, premio Nobel per la pace e la difesa dell’ambiente. Saranno realizzati oltre 15 laboratori didattici, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca italiani e incentrati su nuovi modi di produrre, usare e rigenerare. Verranno inoltre allestiti degli spazi utility ed un’area KIDS di educazione ambientale. Di grande attualità lo spazio su: “Novel Foods” – i cibi del futuro, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, “Simbiosi industriale” a cura di Enea e il riutilizzo degli scarti per la creazione di “Nuovi prodotti alimentari” del Crea. 2 Da non perdere la mostra di ASI – Agenzia Spaziale Italiana – dedicata alle missioni: “ExoMars” e “Rosetta”, un appassionante racconto tra pannelli didattici, tute da astronauta e modelli in ‘scala’ della Stazione Spaziale e dei lander Rosetta e Philae. Tra le novità Eco in Città – EXPO ROMA, un’area espositiva sui prodotti bio-ecosolidali e sugli stili di vita “green” urbani, in cui poter condividere le best practices, utili a creare un circolo emulativo virtuoso.

All’esterno sarà presente un’area “Street Food” in cui gustare i prodotti dei più noti truck food romani.

Segnaliamo inoltre lo StartUp lab “Circular Economy” in collaborazione con Bic Lazio, in cui idee di business e Start Up innovative presenteranno i propri progetti che saranno valutati e premiati da una Commissione di esperti. Ed infine le proiezioni “verdi” a cura del Green Movie e L’ Ambiente Si Nota, laboratorio e show musicale con strumenti riciclati.

ECONOMIA CIRCOLARE: confrontarsi con i limiti della crescita economica lineare

UNA STRATEGIA CONCRETA DI SVILUPPO ECONOMICO PER LE IMPRESE CHE PUO’ CAMBIARE IL MODO DI PRODURRE E DI CONSUMARE di Egidio Bernini


Il concetto di “Economia Circolare” si è diffuso da qualche anno e recentemente ha acquistato un notevole impulso differenziandosi da altri concetti simili che ruotano intorno al mondo dello sviluppo sostenibile.
Va subito detto che non vi è una definizione condivisa dell’economia circolare e non è semplicissimo orientarsi tra altri concetti similari che presentano diversi punti in comune e alcune vere e proprie sovrapposizioni, tra i quali i piu’ noti sono:

  • SviluppoSostenibile
  • Green Economy
  • TransizioneEcologica
  • Economiadellafunzionalità
  • Life Cycle Thinking
  • EcologiaIndustriale
  • Responsabilitàestesadelproduttore

In questa sede non si vuole fare un’analisi critica delle analogie e delle differenze[i], ma presentare alcune caratteristiche salienti dell’economia circolare che, a parere di chi scrive, rendono questo concetto un utile strumento sia per l’elaborazione di politiche di sostenibilità, sia nell’elaborazione strategica e di valore per il mondo imprenditoriale della produzione industriale.

Anche se ha avuto un impulso relativamente recente, l’economia circolare non è un concetto nuovo. Il termine “circular economy” in sèè stato usato per la prima volta in tempi relativamente recenti: nel 1990 nel libro “Economics of Natural Resources and the Environnement” dei due economisti britannici David W. Pearce e R. Kerry Turner[ii]. Ma occorre risalire piu’ indietro nel tempo per trovare le idee fondanti che si sono poi sviluppate in tale concetto. Non vi è dubbio che all’origine vi siano le prime idee della necessità di confrontarsi con la finitezza del pianeta e delle sue risorseche si possono trovare nel saggio del 1966 di Kenneth Boulding  “The Economics of the ComingSpaceship Earth”[iii]e anche nel lavoro pionieristico del Club di Roma con il famoso rapporto del 1972 “The Limits to Growth”.[iv]

In queste opere fondamentali si metteva in risalto il problema che è alla base dell’idea di economia circolare: quello della limitatezza delle risorse naturali e della capacità dell’ambiente di assorbire i rifiuti prodotti dal metabolismo industriale.

Dopo oltre quarant’anni da questi autorevoli primi campanelli d’allarme, rimasti sostanzialmente inascoltati, il nostro sistema economico dominante è ancora fondamentalmente basato suun modello lineare (rappresentato in figura).

pesci

Nel modello lineare le materie prime sono estratte dalla natura e utilizzate per produrre beni e servizi che vengono consumati e alla fine eliminati come rifiuti.

In un mondo dalle risorse finite, tale modello lineare, che pure ha permesso un progresso accelerato del benessere di una gran parte dell’umanità, si sta rivelando insostenibile e prossimo al raggiungimento dei limiti fisici.

Le principali criticitàcon cui il modello lineare si sta scontrando sono:

  • Scarsità delle risorse
  • Volatilità dei prezzi delle risorse naturali e instabilità degli approvvigionamenti di materie prime
  • Valore perduto di materiali e prodotti
  • Rifiuti generati
  • Degrado ambientale e cambiamento climatico

 Negli ultimi anni, con la crescita senza precedenti della domanda di risorse naturali, si sono evidenziati dei significativi limiti che hanno portato a mettere in discussione per la prima volta tale sistema economico e, conseguentemente, si è iniziato a sviluppare il concetto di economia circolare come risposta alla crisi del modello lineare tradizionale.

Oggi, globalmente, consumiamo risorse e generiamo rifiuti come se avessimo a disposizione non un solo pianeta, ma più di un pianeta e mezzo. Nel 2015, l’Earth Overshootday, il giorno del sovrasfruttamento della Terra, è stato il 13 agosto. Ciò significa che, in meno di otto mesi, l’umanità ha consumato completamente il budget di beni e servizi (vegetali, frutta, carne, pesce, legna, cotone, capacità di assorbimento di CO2 e di altri inquinanti, ecc…) che il pianeta Terra può fornire in un intero anno.Inoltre, per diverse risorse non rinnovabili, come i combustibili fossili, le riserve sono già fortemente intaccate. Di parecchi metalli stiamo esaurendo i depositi più abbondanti e più facili da utilizzare.

Dai limiti del modello economico lineare emerge la necessità di un modello economico completamente diverso che puo’ tentare di dare delle risposte concrete a tali limiti.
L’economia circolare in sostanza propone il superamento del modello lineare prendendo in conto il flusso materiale nel ciclo di produzione e consumo con un utilizzo razionale delle risorse naturali col fine di garantire uno sviluppo sostenibile nel tempo.

Pur se non vi è un consenso unanime intorno alla definizione di economia circolare, il quadro in cui si è sviluppata e il coinvolgimento di tutti gli attori dell’attività economica ci fanno capire come sia molto limitata e sostanzialmente errata la definizione che danno alcuni, compresi buona parte dei media, dell’economia circolare come di una sorta di semplice sistema di gestione e riciclo dei rifiuti.

Questo schema, creato dall’ADEME — Changement climatique – transition écologique, énergétique (l’Agenzia francese per l’Ambente e l’Energia), mostra chiaramente i tre domini di applicazione e i sette pilastri dell’economia circolare e l’ambito che copre l’intero ciclo di vita del prodotto.

Schema dell’economia circolare secondo ADEME

La definizione dell’ADEME: L’economia circolare è un sistema economico di produzione e di scambio che, lungo tutti gi stadi del ciclo di vita dei prodotti, mira ad aumentare l’efficacia dell’utilizzazione delle risorse e a diminuire l’impatto ambientale sviluppando allo stesso tempo il benessere delle persone.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation l’economia circolare è un modello di economia concepito e progettato per essere rigenerativo. I prodotti sono progettati per essere di lunga durata, facilmente riutilizzabili, disassemblati, ri-fabbricati e, in ultima istanza, riciclati.

L’economia circolare ambisce a mantenere i prodotti, i componenti e i materiali al loro piu’ alto contenuto di valore in ogni stadio del loro ciclo di vita. Questo concetto è ben visibile nello schema di funzionamento dell’economia circolare, il cosiddetto “diagramma farfalla” per via della sua caratteristica forma, che è stato elaborato sempre dalla fondazione Ellen MacArthur sulla base del lavoro del chimico tedesco Michael Braungart e dell’architetto americano WilliamMcDonough che hanno creato,alla fine degli anni ’80, il concetto di Cradle to Cradle (dalla Culla alla Culla) o C2C.

Nel 2010 è stata creata la Fondazione Ellen MacArthur che ha concentrato la sua azione per mostrare come l’economia circolare non sia soltanto un sistema capace di rispondere ai limiti ambientali ma vi siano anche delle enormi opportunità economiche per il mondo imprenditoriale e per gli altri “stakeholders”. Il suo sito www.ellenmacarthurfoundation.org/circular-economy è ricchissimo di studi, nuovi modelli di business, progetti e casi di studio intorno allo sviluppo dell’economia circolare.

Schema dell’economia circolare: il “diagramma farfalla” da Ellen MacArthur Foundationwww.ellenmacarthurfoundation.org

Nel diagramma si distinguono a sinistra il ciclo biologico e, a destra, il ciclo tecnico dei materiali. L’economia circolare mira a ottimizzare il flusso di materiali in entrambe i cicli. Nel ciclo tecnico occorre prolungare la vita dei materiali, sottoporli a manutenzione, riutilizzarli/ridistribuirli, ricondizionarli/rifabbricarli e, solo in ultima istanza, riciclarli come materie prime secondarie. E’ importante sottolineare che piu’ “interno” è il ciclo nel diagramma, piu’ alto è il contenuto di valore del materiale che resta all’interno del ciclo tecnico. Quindi il valore che si riesce a conservare è più alto nel prolungamento/manutenzione del prodotto e va diminuendo fino al riciclo dei materiali che rappresenta, nella logica dell’economia circolare, il processo di ultima istanza.

Come si accennava prima, l’economia circolare ha l’ambizione di rivolgersi al mondo imprenditoriale con dei progetti la cui realizzazione porta del valore aggiunto all’impresa in almeno quattro modi diversi: c’è il valore economico diretto nell’approvvigionamento di materie prime: qui è abbastanza ovvio il vantaggio economico di mettersi al riparo dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e diminuire anche i rischi nell’approvvigionamento. C’è il valore ambientale che, opportunamente comunicato, può far acquisire importanti vantaggi in termini di fidelizzazione dei clienti. C’è il valore per il cliente che riceve un beneficio diretto: per esempio nel ritornare al produttore un prodotto usato riceve in cambio un servizio o un prodotto nuovo o rigenerato. C’è un valore di informazione che è forse meno ovvio degli altri ma altrettanto importante; quando ritornano al produttore dei prodotti usati, il produttore può ottenere da questi importanti informazioni sull’uso e consumo che i clienti fanno dei prodotti stessi; informazioni utilissime per migliorare il prodotto stesso.

Anche la Commissione Europea ha recentemente adottato (Dicembre 2015) la cosiddetta “Circular Economy Package” con lo scopo di stimolare la transizione dell’economia europea verso un sistema circolare che puo’ favorire la competitività, la crescita economica sostenibile e generare nuovi posti di lavoro.

Questa breve panoramica non vuole essere esaustiva di un argomento complesso ma non v’è dubbio che l’economia circolare avrà sempre piùun ruolo importante per tentare di raggiungere quel disaccoppiamento fra sviluppo economico e consumo di risorse finite che è diventato ineludibile.


Note:

[i] Per chi fosse interessato ad approfondire, un’analisi critica del concetto di Economia Circolare si trova in “Circular Economy: a critical literaturereview of concepts” – CIRAIG – October 2015.

[ii]David W. Pearce e R. Kerry Turner “Economics of Natural Resources and the Environment”, Pearson Ed. 1990

[iii] Kenneth Boulding  “The Economics of the Coming Spaceship Earth“, 1966 

[iv] Meadows, D. H.; Meadows, D. L.; Randers, J.; Behrens III, W. W. (1972), The Limits to Growth: a report for the Club of Rome’s project on the predicament of mankind, Universe Books. Il pdf del libro originale puo’ adesso essere scaricato liberamente dal sito del Donella MeadowsInsitute:

OECD publications: “Gestione efficiente dei rifiuti”

Il nuovo rapporto sulla gestione efficiente dei rifiuti, pubblicato la scorsa settimana da OECD, aggiorna il "Guidance Manual for Governments on Extended Producer Responsibility (EPR)"del 2001, che ha fornito un'ampia panoramica delle questioni fondamentali, considerazioni generali, ed i potenziali benefici ei costi associati alla responsabilità del produttore nella gestione dei rifiuti. Dal 2001, le indicazioni fornite hanno contribuito a migliorare il sistema di riciclo dei materiali e ridurre lo smaltimento in discarica e sono state ampiamente adottate nella maggior parte dei paesi OCSE e negli ultimi anni anche dalle economie emergenti. Importanti risultati si sono ottenuti in settori chiave come l'imballaggio, l'elettronica, le batterie e i veicoli. Il manuale è disponibile a pagamento, previa registrazione sul sito della casa editrice OECD, ad un prezzo ridotto del 30% fino al 23 Ottobre 2016.

 

Presentazione del Primo Rapporto dell’ASviS

Asvis ha annunciato la presentazione del suo primo rapporto. Dopo un anno dalla firma dell’Agenda dell’ONU sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, da raggiungere gli Obiettivi entro il 2030, ci si chiede quale possa essere il contributo dell’Italia e di ognuno di noi per avviare il nostro Paese verso un futuro sostenibile da un punto di vista socio-economico ed ambientale.

Il Rapporto dell’ASviS, realizzato grazie al contributo dei suoi 130 aderenti, offre un primo quadro della situazione italiana rispetto agli impegni sottoscritti e formula raccomandazioni alle istituzioni politiche e agli altri attori della società italiana per disegnare la Strategia per lo sviluppo sostenibile.

La presentazione è prevista mercoledì 28 settembre alle 10 nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, nell’ambito della quale si terrà una tavola rotonda alla quale parteciperanno esperti e rappresentanti del mondo politico e istituzionale.

 

 

Piatti bio nelle scuole di Milano

Il Comune di Milano è stato il primo, con l’inizio del nuovo anno scolastico, a dar vita  ad un servizio mensa ecologico al 100 %. Da quest’anno infatti tutti gli istituti della città lombarda utilizzeranno nelle loro mense esclusivamente contenitori usa e getta, completamente biodegradabili e compostabili. E’ il completamento di un percorso iniziato nel 2015 con le scuole primarie e che adesso permetterà di ridurre il consumo di plastica della città in modo drastico. Si stima infatti che questa scelta permetterà di risparmiare ogni anno circa 200 mila chili di plastica tra bicchieri, piatti e posate.

Si tratta di stoviglie ecologiche, generalmente in polpa di cellulosa, ottenuta dalla lavorazione della canna da zucchero e del bamboo che, proprio per la loro natura biodegradabile, possono essere conferite nella frazione umida dei rifiuti.

 

 

 

 

 

L’albergo del futuro

Dormire ad alta quota con un

Dormire ad alta quota con un “soffitto” stellato

L’hotel del futuro sarà trasparente, in plastica riciclata rinforzata e con vista suggestiva sulle stelle. Si tratta di vere e proprio “bolle” pressurizzate, adagiate sul terreno, con “muri” trasparenti, temperatura costante e illuminazione variabile a seconda del proprio umore dal rosso, al verde, al blu… Il buio potrebbe essere però la scelta migliore per apprezzare al meglio la loro unicità. Inizialmente pensata per gli alberi, è stata poi riadattata al terreno. Non è fantascienza, in Francia, i sito “Attrap’Rêves”  e “Nuit Nature” propongono già sistemazioni di questo tipo e “insolithome.com” addirittura una bolla immersa in un vasto parco con telescopio incluso

Le bolle possono essere utilizzate, non solo come alloggi, ma anche come spazi multifunzionali per eventi unici e suggestivi

Il focus di Bubble Tree, azienda produttrice delle strutture, è quello di offrire innovazione rispettando la natura e mitigando il più possibile l’impatto umano su questa.

“Arte, materia e riciclo” per i più piccoli in Versilia

La Versiliana dei Piccoli 2016 offre quest’anno per i più piccoli un entusiasmante viaggio alla scoperta della materia e dei suoi infiniti usi. A Marina di Pietrasanta (Lucca), fino al 28 Agosto i bambini saranno al centro di molte attività ludico-didattiche, per svelare, giocando, i segreti del mondo del riciclo e della trasformazione dei materiali. Attraverso visori 3D, i bambini potranno affrontare il tema come in un videogioco e vedere come un rifiuto può avere una nuova vita dopo il processo di trasformazione. Tutta l’area è stata ideata e costruita con materiali riciclati, dal progetto di ANCI Energia e Rifiuti e dal Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), con la collaborazione di GommAmica.