Monthly Archives: marzo 2019

Italpollina al workshop del G7 sull’economia circolare

L’azienda ha da sempre operato in accordo con i principi dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile, impiegando come materie prime prodotti di origine naturale e rinnovabili.

I risultati concreti in termini di circolarità riguardano al giorno d’oggi differenti campi dell’attività aziendale
Fonte foto: © momius – Adobe Stock

Italpollina è stata invitata da Brune Poirson, segretaria di Stato presso il ministero francese della transizione ecologica e solidale, e Daniel Calleja Crespo, direttore generale per l’ambiente presso la Commissione europea, ad intervenire al workshop del G7 intitolato “Strumenti per rendere le catene del valore più circolari ed efficienti in termini di risorse: accordi volontari, standardizzazione e reporting non finanziario” in programma a Parigi il 20 e 21 marzo (ministero per la transizione ecologica e solidale).

Italpollina interverrà durante la terza sessione sulla standardizzazione, con Fulvia Raffaelli, head of unit “Prodotti e tecnologie pulite” presso la Commissione europea, come moderatore.
Dopo un’overview generale degli standard internazionali che contribuiscono a rendere le catene del valore più circolari ed efficienti dal punto di vista delle risorse, l’identificazione di potenziali gap e di strumenti per migliorare la situazione, a cura di ISO, CEN e della Commissione europea, Italpollina è l’unica compagnia attiva nel campo dell’agricoltura a portare la propria esperienza nell’utilizzo di tali standard indicando i benefici economici e ambientali da essi derivanti.
Le altre aziende presenti alla stessa sessione sono: Dell, J.W.Ostendorf GmbH & Co and Tarkett.

La presentazione di Italpollina, che sarà effettuata da Benoît Planques, global regulatory manager e Chair del CEN/TC 455, sottolinea l’importanza di aderire allo standard ISO per sviluppare il business, ma insiste anche sulla necessità di coerenza tra i diversi standard per la promozione dell’economia circolare, con lo scopo di raggiungere gli obiettivi sull’aumento della produzione di cibo rendendo le catene del valore più circolari ed efficienti.

Nel corso del workshop, Afnor (l’ente francese per la standardizzazione) distribuirà un documento nel quale alcune aziende, tra cui Italpollina, condividono la loro esperienza riguardo all’applicazione del nuovo standard XP X30-901 (sui sistemi di gestione dei progetti nell’economia circolare).

Italpollina ha da sempre operato in accordo con i principi dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile, impiegando come materie prime prodotti di origine naturale e rinnovabili.

I risultati concreti in termini di circolarità riguardano al giorno d’oggi differenti campi dell’attività aziendale, dall’eco-design dei processi produttivi alla simbiosi industriale (partnership con allevatori locali, gestione ottimizzata dei trasporti…), dalla gestione efficiente dei prodotti al termine del ciclo di vita fino ad una comunicazione chiara sul consumo responsabile. Altra conseguenza di questo impegno per Italpollina è l’adesione alle principali organizzazioni europee per la promozione dell’economia circolare: Inec (Institut national de l’èconomie circulaire) e Aisec (Associazione italiana per lo sviluppo dell’economia circolare).

Fonte: Italpollina

Fiera – Fai La Cosa Giusta

Il 9 marzo  AISEC ha partecipato alla fiera Fai La Cosa Giusta, evento organizzato dall’Università Cattolica di Milano, per parlare di Economia Circolare: https://falacosagiusta.org/programma-culturale/cosa-ri-circola-di-nuovo-dare-unaltra-possibilita-al-rifiuto-mediate-leconomia-circolare/

Molto positivo il fatto che  ad ascoltare ci fossero tanti giovani.

L’argomento ha suscitato grande interesse e dimostra quanto le nuove generazioni siano sensibili ai temi ambientali e della sostenibilità e quanto siano preoccupati per il loro  futuro e per quello del nostro Pianeta.

Dopo aver spiegato che cosa sia e come dovrebbe funzionare il modello Economico Circolare, ci siamo soffermati  anche ad evidenziare  quali siano al momento i limiti e le sfide che il modello dovrà affrontare come ad esempio: la creazione di nuovi posti di lavoro, la creazione di un mercato per le materie prime seconde che dovranno essere sicure e tracciabili, attraverso un sistema integrato per verificarne la provenienza,  l’abbassamento dei costi della sostenibilità ecc.

Il messaggio finale condiviso è stato quello di Albert  Einstein :“ Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati”

Quindi diventa imprescindibile che tutti i portatori d’interesse si  impegnino velocemente affinché si possa  creare un nuovo paradigma economico  competitivo, responsabile, sostenibile che ci porti verso un nuovo benessere, meno condizionato da economia-finanza e più olistico, in cui l’uomo torni ad essere al centro della vita sociale, produttiva, tecnologica, asservendola alle proprie esigenze e non viceversa, con una grande attenzione verso l’ambiente riducendo drasticamente lo sfruttamento delle risorse del nostro Pianeta.