Monthly Archives: gennaio 2015

Nuove regole in Francia sulla durabilità dei prodotti

Gli Oscar dell’Economia circolare: i vincitori

davos Per molti militanti ambientalisti, il meeting di Davos ha rappresentato, nella stagione dei Social Forum, uno dei simboli della cattiva globalizzazione, e dello sfruttamento sconsiderato di popolazioni e risorse ambientali. Josè Bove ad esempio, invitato al Forum nell’anno della contestazione di Seattle, rifiutò di partecipare, organizzando invece una manifestazione di protesta per la quale si methodmobilitarono ingenti forze di polizia.

L’annuale  meeting del World Economic Forum a Davos, in corso in questi giorni, ha invece ospitato la premiazione dei primi Oscar dell’economia circolare, The Circulars. Uno dei soggetti premiati è Method, ne abbiamo già parlato qui. E’ una azienda che produce detergenti “buoni per ogni superficie, specialmente quella terreste” alcuni dei quali vengono anche venduti in elegantissime confezioni nere fatte con i rifiuti di plastica recuperati dagli oceani. Nella mia esperienza sono i primi prodotti che lasceranno il pianeta in una condizione migliore di quella in cui l’hanno trovato.

Le cose cambiano. O meglio, maturano.

Qui sotto tutti i premi attribuiti per le diverse categorie in un premio che, citando Peter Lacy di Accenture, “ha aiutato a mettere la Circular Economy sulla mappa

Premio per la leadership nell’economia circolare: Sir Jan Cheshire di Kingfisher, re di un impero del bricolage che si confronta davvero con lo stereotipo dell’economia circolare; “io non ho bisogno di un trapano, ho bisogno di un buco nel muro!” e Janez Potočnik, ex commissario europeo all’Ambiente

Premio per imprenditorialità nell’economia circolare: Method – People against dirty!

Premio pioniere dell’Economia Circolare (per organizzazioni già affermate): Dell, un marchio che storicamente si è distinto, a partire dal modello distributivo, per una particolare attenzione alla performance e alla personalizzazione del prodotto.

Premio “Digital disruptor” per l’Economia Circolare: Tradeshift, una piattaforma danese open source che aiuta le aziende a basare la propria supply chain sul valore invece che sul costo.

Premio per le pubbliche amministrazioni: Danish Business Authority per il programma “Danimarca senza rifiuti”

Economia circolare e occupazione. Buone notizie dal Regno Unito. E in Italia?

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Il report presentato oggi da WRAP e Green Aliance sull’occupazione che l’economia circolare potrebbe produrre in nel Regno Unito è illuminante e incoraggiante.

Invece di mirabolanti previsioni a tanti zeri sul potenziale economico di una conversione all’economia circolare, il rapporto si concentra invece sul potenziale netto di creazione di occupazione, andando ad analizzare in quali regioni e per quali mansioni ci si può aspettare il maggior contributo.

Il risultato è sorprendente. Se i numeri complessivi non fanno sobbalzare (le stime parlano di un aumento netto di occupati che varia da 54000 a 200000 nello scenario più favorevole al 2030) è sul tipo di occupazione e sulla sua distribuzione che arrivano le notizie più interessanti. Le regioni a più alta disoccupazione (sede in passato di grosse aziende manifatturiere) sarebbero quelle che potrebbero beneficiare maggiormente di un passaggio a un’economia più circolare, soprattutto nel settore della riparazione/rigenerazione.

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Rigenerare un prodotto infatti permette di mantenere una percentuale significativa del suo valore rispetto ad un riciclo verso un prodotto di valore inferiore e questo valore recuperato viene in parte speso in una intensità di lavoro maggiore per permettere tutte le operazioni necessarie ad ottenere un prodotto nuovamente commercializzabile.

Grandi impianti basati sulla rigenerazione invece che sulla produzione da materia prima vergine potrebbero nascere in zone già industrializzate in passato e assorbire, questa è la seconda ottima notizia, un tipo di manodopera con qualifiche medio

wrap_UK 2basse sulle quali si è abbattuta la crisi del sistema industriale. Questo permetterebbe di attenuare l’ulteriore contrazione occupazionale prevista nei prossimi anni, che si concentrerà ancora su questo tipo di competenze.
Sarebbe bellissimo riuscire a fare una stima simile anche in Italia no?

Oscar dell’economia circolare: le nomination

thecircularsPer il primo riconoscimento internazionale dedicato ai protagonisti dell’economia circolare, di cui avevamo parlato qualche tempo fa, si avvicina il giorno della proclamazione, che è prevista il 23 gennaio.

Sono già disponibili i profili dei finalisti. Scorrere le storie e le idee selezionate è un buon esercizio per chi vuole ritrovare un po’ di fiducia nella possibilità di costruire un modello economico innovativo e coerente con la quantità di risorse naturali disponibili.

Questi i miei preferiti:

Method: hanno come motto “people against dirty” e lo sono davvero. prodotti detergenti in cui ogni fase, dallo stabilimento produttivo al packaging,  è pensata in ottica di riutilizzo e recupero. Hanno persino realizzato una bottiglia fatta con la plastica che si accumula nell’oceano, realizzando così uno degli obiettivi più ambiziosi di un approccio circolare, quello di creare un prodotto che non sono non contribuisca all’impoverimento ambientale, ma addirittura contribuisca con la sua esistenza a riparare danni fatti in passato.

Park Fly Rent: la delizia del viaggiatore moderno. Vai in aeroporto, lasci la macchina al parcheggio, e non solo non paghi un euro, ma al ritorno la trovi lavata e ci hai anche quadagnato qualcosa. Certo, nel frattempo qualcuno l’avrà guidata, perchè Park fly rent è la prima compagnia di noleggio auto senza auto, in quanto utilizza quelle parcheggiate in aeroporto. Un esempio perfetto di come si possano eliminare sprechi di ogni tipo, non solo materiali.

Bundles: un classico della teoria del passaggio dal prodotto al servizio. Anche qui si parla di pulito: lavatrici a noleggio. 22 euro al mese e non ti devi preoccupare di niente. Vengono a portartela, si occupano della manutenzione (le macchine sono anche connesse ad internet per avere un maggiore controllo sulle prestazioni) e te la cambiano se cambiano le tue esigenze (ad esempio per la nascita di un bambino). Qui si apre un altro discorso interessante. i produttori di elettrodomestici hanno un ruolo fondamentale in questi processi, è necessario pensare a un prodotto in termini di performance, massimizzandone la durata e riducendo al minimo il fabbisogno di manutenzione, per poter sostenere economicamente il passaggio da prodotto a servizio. Bundles ha precorso i tempi, perchè non c’è un prodotto sul mercato progettato per questo utilizzo e al momento l’azienda ha scelto quello che riteneva essere il prodotto più adatto tra quelli disponibili, in questo caso una lavatrice Miele.

Ci sono premi anche per grandi aziende, individui che si sono distinti nella promozione dell’economia circolare, e pubbliche amministrazioni.  Nessun italiano, ma questa non è una sorpresa. sarebbe bello sapere se almeno ci siano stati dei candidati italiani, ma il database delle candidature non è stato reso pubblico.